Breve passeggiata nelle frazioni di Fellegara e Arceto

Scandiano parco della Resistenza

Parco della Resistenza

Giorni di pieno inverno, ma un sole presuntuoso e un cielo turchese mi aprono gli occhi;  l’invito di questa mattina che sembra la promessa di una primavera imminente mi trova presto sulla strada nella gelida ovatta di questo giorno normale e così, ancora sognante attraverso il Parco della Resistenza in direzione della frazione di  Fellegara .

Tramite il ponte sul torrente Tresinaro, in una breve pausa volto alle montagne  mi è spontaneo il sorridente pensiero dello scorrere immutato nei secoli di questo “instabile fiumiciattolo di provincia al fianco” della popolazione Scandianese; proseguo verso il centro di Fellegara a di li a breve sulla sinistra la Chiesa dedicata a S.Savino vescovo,

 

fu edificata negli anni 1905-1907 nel luogo dove sorgeva l’antica e piccola chiesa costruita nel 1622 dal prevosto don Cristoforo Ardizzoni; la chiesa di pianta rettangolare ad una sola navata è dotata di 6 cappelle laterali, la torre nuova, costruita per ostipare il nuovo concerto di campane, risale agli anni ’30.

Nel cammino verso il Santuario della Madonna della Neve, il tempo sembra rapidamente mutare ; un tempo chiamato oratorio delle Cattanie dal nome del terreno poco distante dal vecchio alveo del torrente Tresinaro (in seguito il suo corso fu poi deviato verso Arceto), in esso si venera una miracolosa immagine della Beata Vergine; il culto per questa devota immagine era molto diffuso nei secoli passati. L’attuale forma architettonica fu voluta da don Gregorio Ferrari, parroco di Fellegara dal 1863 al 1898: dietro la chiesa, sul fianco ovest, vi è il vecchio cimitero; la festa, un tempo occasione d’incontro di genti provenienti dai paesi vicini, cade il 5 di agosto.

Un tumulto sordo di gelo e nebbia dalle campagne verso la collina cela l’estendersi della pianura, d’altronde è inverno,  giusto il tempo di alcune foto al Santuario quando all’ingresso della sterrata via Madonna della neve mi trovo avvolto dalla nebbia, noto un  pettirosso infreddolito cerco di fargli qualche foto poi allungo il passo; lungo la carraia al bivio vado a destra verso Arceto, a tratti spaesato sorrido al mutare della campagna plasmata dal nebuloso manto bianco.

Proseguo poi  il mio cammino risalendo verso Scandiano lungo la ciclopedonale, è una breve passeggiata alla portata di tutti ma non per questo priva di emozioni.

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Di Alberto Pedroni, progetto nato per conoscere e fare conoscere il territorio di Scandiano nella provincia di Reggio Emilia.
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