L’inamoramento de Orlando

Per celebrare il cinquecentenario della morte di Matteo Maria Boiardo (Scandiano, 1441 – Reggio nell’Emilia, 19 dicembre 1494), il comune di Scandiano in occasione del convegno di studi “Boiardo, Ariosto e i libri di battaglia“, con la collaborazione del Centro Studi Matteo Maria Boiardo, promosse una mostra presso la rocca dei Boiardo (1 ottobre – 6 novembre 2005), in occasione della quale venne pubblicato un volume con lo stesso titolo della mostra, “Dell’amore, dell’avventura”.

Il comune commissionò all’artista Emanuele Luzzati una quarantina di illustrazioni liberamente ispirate alle vicende e ai personaggi dell’ Orlando innamorato, opera principale dell’artista nostro concittadino.

E’ grazie alla cortesia di Luciana Bonifaci, che ci ha gentilmente messo a disposizione il volume, che possiamo riproporre le tavole dell’artista accompagnate dalle ottave* di Matteo Maria Boiardo.

*Per problemi di impaginazione e ritorno a capo di WordPress, ogni riga delle ottave viene pubblicata separata da un trattino (-).

Erano in corte tutti i paladini – Per onorar quella festa gradita, – E da ogni parte, da tutti i confini – Era in parigi una gente infinita. – Eranvi ancora molti Saracini, – Perchè corte reale era bandita, – Et era ciascaduno assigurato, – Che non sia traditore o rinnegato. (I,I,9)

Già se apressava quel giorno nel quale – Si dovea la gran giostra incominciare, – Quando il re Carlo in abito reale – Alla sua mensa fece convitare – Ciascun signore e baron naturale, – Che venner la sua festa ad onorare; – E fôrno in quel convito li assettati – Vintiduo millia e trenta annumerati. (I,I,12)

Re Carlo Magno con faccia ioconda – Sopra una sedia d’ôr tra’ paladini – Se fu posato alla mensa ritonda – Alla sua fronte fôrno e Saracini. – Che non volsero usar banco nè sponda,  – Anzi sterno a giacer come mastini – Sopra a tapeti, come è lor usanza, – Sprezando seco il costume di Franza. (I,I,13)

Già non portò la insegna del quartero, – Ma de un vermiglio scuro era vestito. – Cavalca Brigliadoro il cavalliero, – E soletto alla porta se ne è gito. – Non sa de lui famiglio, nè scudero; – Tacitamente è della terra uscito. – Ben sospirando ne andava il meschino, – E verso Ardena prese il suo cammino. (I,II,28)

E detto questo se ne andò nel mare, – Là dove Malagise era pregione; – Con l’arte sua là giù si fè portare, – Chè andarvi ad altra via non c’è ragione. – Malagise ode l’uscio disserrare, – E ben si crede in ferma opinione, – Che sia il demonio, per farlo morire, – Perchè a quel fondo altrui non suol mai gire. (I,V,19)

Malagise non fa troppo parole, – Ma come a quella piace, così giura; – Nè sa come Ranaldo non ne vôle, – Anci crede menarlo alla sicura. – Già se chinava allo occidente il sole; – Ma, come gionta fu la notte scura, – Malagise un demonio ha tolto sotto, – E via per l’aria se ne va di botto. (I,V,23)

Avea crin d’oro e la faccia ridente – Come donzella, e petto di lione; – Ma in bocca avea di lupo ogni suo dente, – Le braccia d’orso e branche di grifone, – E busto e corpo e coda di serpente; – L’ale depinte avea come pavone. – Sempre battendo la coda lavora, – Con essa e sassi e il forte monte fora. (I,V,70)

Quando quel monstro vede il cavalliero, – Distese l’ale e la coda coperse: – Altro che il viso non mostrava intiero. – La pietra sotto lui tutta se aperse. – Orlando disse a lui con viso fiero: – “Tra le provenze e le lingue diverse, – Dal freddo al caldo e da sira a l’aurora, – Dimmi ove adesso Angelica dimora.” (I,V,71)

Che se non fosse lui stato afatato, – Come era tutto, il cavalliero eletto, – Ben cento volte l’arebbe passato, – D’avanti a dietro, e dalle spalle al petto. – Quando fu Orlando assai ben regirato, – L’ira li monta e crescegli il dispetto; – Adocchia il tempo e, quando quella cala, – Piglia un gran salto, e gionsela ne l’ala. (I,V,74)

Egli era più che un bove di grandezza: – Il muso aveva proprio di serpente; – Sei palme avea la bocca di lunghezza, – Ben mezo palmo è lungo ciascun dente. – La fronte ha de cinghiale, in tal fierezza – Che non si può guardarla per nïente; – E di ciascuna tempia usciva un corno, – Che move a suo piacere e volge intorno. (I,VIII,57)

Fu il cavallo fatto per incantamento, – Perchè di foco e di favilla pura – Fu finta una cavalla a compimento, – Benchè sia cosa fuora de natura. – Questa dapoi se fiè pregna di vento: – Nacqua il destrier veloce a dismisura, – Che erba di prato ne biada rodea, – Ma solamente de aria se pascea. (I,XIII,4)

Sta quella dama di sua mente tratta, – Guardandosi davanti il cavalliero. – Or dentro quella selva aspra e disfatta – Stava un centauro terribile e fiero; – Forma non fo giamai più contrafatta, – Sino alle spalle, e dove il collo uscia – E corpo e braccie e membra d’omo avia. (I,XIII,51)

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Informazioni su scandianolanostraterra

Di Alberto Pedroni, progetto nato per conoscere e fare conoscere il territorio di Scandiano nella provincia di Reggio Emilia.
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2 risposte a L’inamoramento de Orlando

  1. Lanfranco Fradici ha detto:

    Complimenti per ever divulgato queste bellissime tavole, ma vorrei precisare che queste tavole furono commissionate e presentate dal Comune nel 1994 in occasione delle celebrazioni Boiardesche e nella stessa occasione ne fu realizzato il catalogo. La proprietà è quindi è del Comune. Nel 2005 in occasione del convegno promosso dal centro studi Matteo Maria Boiardo, si ripropose la mostra delle tavole di Luzzati e si realizzò un nuovo catalogo, perchè il precedente era esaurito. Ricordo infine per correttezza che la pubblicazione di queste tavole deve essere autorizzata dal sindaco del comune di Scandiano, in quanto responsabile dell’amministrazione comunale e non da una signora che vi ha consegnato il volume. Sarebbe increscioso che una buona iniziativa come la vostra fosse inficiata da problemi burocratici.
    Grazie e cordiali saluti.
    Lanfranco fradici

    • Grazie Sign.Lanfranco per la precisazione,
      come Lei ha ben compreso non era nostra intenzione infrangere regole o ledere la proprietà comunale
      ma semplicemente divulgarne i contenuti in questo, come in altri articoli.
      In merito quindi procediamo a richiedere l’autorizzazione al Sindaco e in caso di problemi provvederemo a rimuovere immediatamente l’articolo.
      Ci fa molto piacere che un “ex primo cittadino” apprezzi il nostro lavoro.
      La ringraziamo per il suo intervento.
      Alberto e Davide

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