Camminata da Jano alla vedetta

Come speravo oggi sono andata, in jeep con mio marito ed il guardiano della riserva “Giacobazzi,” a curiosare su e giù per colline e collinette…adesso vi racconto.
 
Qualche giorno fà avevo chiesto di poter visitare la tenuta, a Jano, di proprietà della famiglia Giacobazzi/Ferioli, dove da qualche anno è stata costruita la cantina vinicola Aljano per poter fare alcune foto e rivedere alcuni dei posti della mia infanzia.

Sono partita da Viano nel primo pomeriggio con una giornata di sole, fredda e dai colori limpidi poi, arrivata a Jano, la nebbia aveva avvolto tutto e sembrava quasi sera….mi è stato sconsigliato di andare in quanto la visibilità era veramente scarsa.

Ripensando a quando ero bambina e a quante volte ero andata, a quanti anni sono passati, presa dai ricordi ho scelto di salire ugualmente.

All’inizio, sulla destra, la casa padronale, detta “il castello“; la nebbia ci impedisce la vista, si intravede appena.

Sulla sinistra la nuova costruzione della cantina, dove da qualche anno si coltivano vigneti di uva spergola e cabernet, la cantina lavora esclusivamente uve di propria produzione raccolte a mano.
 
Mentre saliamo dopo pochi minuti  la nebbia inizia a diradare…davanti a noi uno scenario spettacolare! Siamo appena sopra Jano e sembra di essere in un mondo completamente diverso, la nebbia copre la valle con le sue case, le industrie e le auto….è un mondo irreale, avvolto da nuvole che vanno e vengono cambiando continuamente il panorama.

Si vede “il seminario“, una delle prime case un tempo abitate dai contadini: ai tempi della mia infanzia vi risiedevano i “Gazzotti”, una delle figlie veniva a scuola con me e ricordo che tutti i giorni scendeva a piedi, sia con il sole che con la pioggia…chilometri di strada per raggiungere la scuola elementare di jano e per poter ritornare a casa. 
 

Saliamo ancora ed eccoci a “Figno“: le case sono tutte abbandonate, incontriamo solo cavalli e alcuni muli. Una croce sopra ad una delle case ci ricorda la presenza di quella che una volta era la chiesetta della tenuta.

Un tempo in questo posto si allevavano i muli, animali molto resistenti, che venivano poi dati all’esercito da utilizzare nelle zone di montagna più impervie.
 
Il sole spunta qua e là regalandoci degli angoli spettacolari…arriviamo ancora più sù ed eccoci a “mattajano“; sulla destra un’altra casa padronale ed alcune case dei custodi, poco più avanti le stalle….e tanti, tanti muli (o saranno piccoli cavalli?)

La nebbia se n’è andata e finalmente possimo ammirare la bellezza del posto: gli animali, per niente spaventati, si avvicinano, quasi in posa per le foto.

Siamo in pieno inverno ed è tutto così bello nonostante gli alberi spogli ed i colori spenti: mi chiedo come possa essere tutto questo nelle stagioni più belle, in primavera quando tutto sboccia ed il verde è brillante oppure in autunno con i colori delle vigne che si perdono a vista d’occhio, verso Jano o verso Albinea.

Mentre saliamo si vede, su una collina più alta una “postazione”di avvistamento: mi spiegano che serve ai guadiacaccia per controllare e censire gli animali, infatti proprio ieri sono stati avvistati 5 daini ed alcuni caprioli.
 

La nebbia ed il sole che danzano fra loro sono uno spettacolo unico…una vera fortuna.

Con l’aiuto di una persona del posto imbocchiamo una carreggiata particolarmente dissestata, arriviamo in uno spiazzo con una vecchia casa diroccata…siamo ai “Buchet“. Quando ero piccola era abitata dai “Canovi “ma era talmente lontana da tutto e da tutti che dopo di loro è stata abbandonata.

Sotto di noi la nebbia ci lascia intravvedere “Mazzalasinoe le cave di terra rossa che una volta venivano usate nella prima ceramica della famiglia Giacobazzi, la Ragno…
sono passati più di 40 anni, quante cose sono cambiate….ma la bellezza di questi posti rimane intatta, anzi credo sia ancora più bella, forse perchè adesso difficilmente ci diamo il tempo di andare a cercare dei posti così…dei piccoli paradisi a pochi chilometri da casa.

E’ ora di scendere anche perchè la nebbia è salita e ci ha avvolto e non vediamo quasi più niente, almeno con gli occhi…perchè nel cuore rimarrà nel tempo il ricordo di questa spendida giornata!

Foto e articolo di Silvia Franzoni

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Di Alberto Pedroni, progetto nato per conoscere e fare conoscere il territorio di Scandiano nella provincia di Reggio Emilia.
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5 risposte a Camminata da Jano alla vedetta

  1. Laura Ferrari Algeri ha detto:

    Apprezzare e onorare questi luoghi è, per noi Algeri, l’ equivalente di averci offerto un dono inaspettato e prezioso : ti ( accetta, ti prego, il confidenziale “tu” anche se non ci conosciamo!) … ti ringraziamo infinitamente anche per le atmosfere che hai saputo trasmettere con le tue parole e le tue immagini. Grazie Laura

  2. marta ha detto:

    Io sono la Marta Berselli e ho frequentato fino alla 5 le scuole di JANO, andavo a scuola con L’ Eliana e la Francesca Franzoni (tue parenti?) I luoghi che tu mi descrivi li conosco benissimo perchè lì nella mia infanzia ho trascorso i giorni Più sereni che io ricordi: raccogliere i narcisi a mataian, andare a trovare le figlie dei Canovi mie amiche e andare a Figno e Borzano a piedi era un bella passeggiata…….Quanti ricordi legati a quel tempo e ti ringrazio per avermeli fatti rivivere. Spero che questi luoghi rimangano intatti ancora a lungo a memoria della nostra adolescenza CIAO e GRAZIE!!!!

  3. silvia franzoni ha detto:

    Per Laura….grazie delle tue parole…in effetti non ci conosciamo però ti ho chiesto l’amicizia su fb quando ho visto che ti interessavi all’oratorio di Jano….un giorno potremmo fare una bella chiacchierata…a presto

    Per Marta…chi di Jano non ha raccolto i narcisi a matajan alzi una mano!!!
    Francesca è mia sorella, Eliana mia cugina…come vedi il mondo è piccolo
    Domani forse potrai vedere altre foto…spero di fare cosa gradita a te e a chi ha vissuto in queste zone….parlerò di te a mia sorella…chissà che non ci si incontri…

  4. Roberto Depratti ha detto:

    Complimenti, un percorso descritto con cura e coinvolgimento che trasferisce al visitatore interesse e curiosità. Adeguate le immagini a supporto dell’articolo. Un itinerario da provare …di persona.

  5. Silvia Franzoni ha detto:

    Grazie Roberto…spero vada in porto il progetto di cui parlavo….

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