Le Maestà

Sul nostro territorio sono presenti molte Maestà (Edicole Sacre) e il ritmo frenetico attuale ci ha portato a dimenticarle, passano quasi inosservate in quanto ci sono ma non ci accorgiamo della loro presenza.

La consuetudine di edificare piccole costruzioni campestri rivela i segni sul territorio del sentimento religioso del popolo, e ha origini antichissime.

Chiamate anche piloni votivi, maestà, capitelli, madonnine, il termine edicola deriva dal latino aedicula, diminutivo di aedes (= tempio) e significa piccolo tempio: indicava i tempietti che ospitavano la statua o la raffigurazione d’una divinità.

Il grande patrimonio religioso delle edicole sacre è stato a lungo trascurato, da quando sono state abbandonate le campagne.

Le Maestà delle strade, edificate appunto lungo le vie di comunicazione, erano un tempo punto di riferimento per i viandanti, i pellegrini, gli abitanti di un paese.

Poste in corrispondenza di valichi o incroci, a ridosso dei ponti o all’altezza dei guadi, le Maestà diventavano coordinate di riferimento in percorsi lunghi e difficili; se situate su strade impervie ed isolate assicuravano protezione divina.

La loro edificazione era anche sostenuta dalla necessità di proteggere le coltivazioni, così legate agli agenti atmosferici.

Le Maestà delle abitazioni, allora come adesso, sono solitamente nicchie ricavate nei muri esterni delle case, posizionate sulle porte d’ingresso o sulle mura di cinta.

Diversi i motivi che in ogni tempo hanno spinto i proprietari a realizzarle:

dimostrazione della pietà cristiana, riconoscenza per una grazia ricevuta, ricordo di eventi di particolare importanza, richiesta di protezione della casa della famiglia del bestiame e del raccolto, ma anche dimostrazione della propria agiatezza economica.

Non è giusto perdere la memoria di un luogo dove i nostri nonni si facevano il segno della croce, e pregando si riposavano un attimo dopo una giornata di lavoro che spaccava la schiena.

Andare a cercarle, scoprire la storia delle edicole ancora presenti ai bordi dei campi, delle stradine, aiuta a ritrovare qualcosa di noi stessi, delle nostre radici cristiane e del nostro territorio,  per valorizzare quella che non è solo una testimonianza di religiosità, ma che rappresenta anche un patrimonio di cultura e di arte popolare: molte edicole, infatti, pur nella loro semplicità, sono autentiche piccole opere d’arte.              

Per sottolineare l’importanza che gli scandianesi hanno da sempre riservato alle Maestà, in occasione della visita del 13 Giugno 1543 a Scandiano del Papa Paolo III, all’angolo tra via Volta e via della Repubblica sorgeva un antica Maestà, come ricordato da questa colonna che l’amministrazione ha voluto erigere a memoria futura.

P.S. Questo articolo verrà aggiornato regolarmente con foto delle Maestà presenti sul nostro territorio, chiunque è invitato ad inviare al nostro indirizzo di posta segnalazioni e/o foto delle Edicole che verranno pubblicate col nome dell’autore

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Informazioni su scandianolanostraterra

Di Alberto Pedroni, progetto nato per conoscere e fare conoscere il territorio di Scandiano nella provincia di Reggio Emilia.
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13 risposte a Le Maestà

  1. Romana Prati ha detto:

    Esiste un elenco dei luoghi di fede popolare, eretti nei tempi passati, nel territorio scandianese e ammonta a più di cento manufatti: oratori,tempietti, maestà, pilastrelli,edicole, nicchie.
    E’ iniziata lo scorso anno un’ operazione di riscoperta e di valorizzazione di questi piccoli scrigni di storia di arte e di fede e sono stati presentati al pubblico: L’Oratorio dedicato a S.Rocco posto all’interno del Castello di Arceto. L’Oratorio dedicato alla Beata Vergine degli Angeli in località La Riva di Rondinara e il Santuario dedicato alla Madonna della Neve a Fellegara. Il prossimo maggio verranno aperti altri due Oratori:
    L’Oratorio dedicato a San Francesco di Paola presso casa Basini in via Volta e l’Oratorio dedicato alla Vergine Immacolata presso ca’de Vecchi in via Venere 25 a Chiozza. Gli Oratori nel Comune di Scandiano sono 12 e tutti meritano di essere riscoperti. RP

  2. Grazie per l’interessantissima segnalazione!
    Stiamo facendo il possibile per documentarli e farli conoscere a chi ci segue, spesso si tratta di piccoli capolavori ma passano quasi inosservati.
    Abbiamo iniziato proponendo le Maestà ma vorremmo pubblicare anche un articolo sugli Oratori.
    Come sempre, accettiamo molto volentieri la collaborazione e l’aiuto di chiunque sia interessato a partecipare inviando foto, segnalazioni, articoli o qualsiasi cosa che sia conoscitiva o valorizzativa del nostro territorio.
    Alberto e Davide

  3. Umberto ha detto:

    a tutt’oggi ho realizzato 111 immagini di Maestà nel comune di Scandiano ( 2745 in provincia di RE)
    se interessa sono disponibile a fornirvene una copia in digitale, va da sè senza alcuna pretesa, saluti Umberto

    • Grazie Umberto,
      sarebbe fantastico!

      a presto

    • innocenzo fontana ha detto:

      per Umberto – mi puoi mandare la tua e-mail perché ti vorrei inviare alcune foto di una maestà costruita ed inaugurata ili 3 luglio scorso nel comune di Vetto . è semplicemente stupenda !!!!!!!!!!

    • Joan Belli ha detto:

      Mi farebbe piacere leggere cosa ha legato gli abitanti a queste edicole e le ragioni di queste realizzazioni. Ringrazio anticipatamente se riceverò risposta

      • Ciao, in risposta alla tua domanda pubblico un interessante articolo che ho trovato.

        “L’uomo fin dalla preistoria ha sempre stabilito un forte legame con la propria terra, tanto da attribuirle delle vere e proprie valenze magiche e religiose. Oggi sono ancora visibili innumerevoli simboli di questa “sacralizzazione” del territorio, anche se ne stiamo perdendo il significato profondo.

        Nell’antichità le sorgenti, i crocevia e i luoghi in cui era avvenuto un evento prodigioso erano considerati sacri ed erano segnati da tempietti. Con il cristianesimo questi si sono trasformati in oggetti di devozione verso varie figure divine come santi locali, la Madonna, il Cristo… Questi piccoli elementi architettonici sparsi per il nostro territorio prendono il nome di edicole votive. Sono vere e proprie forme di arte popolare, espressione di una religiosità radicata e diffusa che continua nel tempo. Nelle città e nei borghi si presentano sotto forma di nicchie sui muri esterni delle abitazioni, mentre lungo le strade hanno una struttura autonoma dalla base a forma di parallelepipedo. Quasi tutte custodiscono al loro interno vari oggetti, come raffigurazioni sacre, rosari, fiori, ceri…
        Le edicole votive formano un vero e proprio reticolato religioso, una sorta di “segnaletica”. Il ruolo principale di questi “piccoli tempi” era di proteggere il luogo sul quale erano edificati come le porte di accesso di una città, una casa, un latifondo agricolo… Avevano spesso la funzione di rassicurare il viandante lungo il suo cammino in vari punti cruciali del suo percorso: gli incroci, i punti di sosta, le sorgenti diventavano così occasione per la preghiera. Le edicole votive rappresentavano una vera e propria segnaletica. Venivano impiegate ad esempio per segnare i limiti di un latifondo agricolo, per delimitare le tappe di una processione o per delineare il percorso verso un santuario. Quasi sempre queste costruzioni nascono come opere dei privati, e spesso sono state edificate per adempiere ad un “voto”. Si trovano in larga parte sul suolo pubblico, ma non mancano esempi eretti nel privato. Le persone del posto continuano a curare questi oggetti e in particolare ciò che custodiscono al loro interno.
        In passato le edicole votive erano dei veri e propri monumenti dall’alto valore simbolico. Oggi stiamo perdendo il loro vero significato e li si osserva solo dal lato estetico.”

      • L’articolo è a firma di Elisa Balducci e si trova a questo indirizzo
        http://www.luoghinvisibili.it/?p=682

  4. Se la dimensione delle immagini non è troppo pesante va benissimo se puoi inviarle al nostro indirizzo di posta elettronica, terrediscandiano@gmail.com
    Gli articoli che verranno pubblicati riporteranno il nome dell’autore e i dovuti ringraziamenti per la disponibilità
    Grazie!

    • Umberto ha detto:

      Temo che che il numero ( 113 ) e le dimensioni delle foto sia tale da sconsigliare una sprdizione via EMAIL,
      potrei farne una copia su un SD o su una Penna e recapitarvele, oppure spedirvele per posta, io
      abito a Reggio città non ho nessun problema a fare un salto a Scandiano, come preferite………..
      fatemi sapere

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